Maggio 2019, Senza categoria

GIORNATE CELEBRATIVE: RICORDARE E IMPARARE!

Quest’anno la nostra scuola ha lanciato una bella iniziativa: ricordare e celebrare alcune date importanti a livello nazionale, europeo e mondiale.

Ogni classe aveva una ricorrenza: i ragazzi delle terze ci hanno fatto riflettere durante la giornata dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne e sulle foibe. Le classi seconde sull’importanza dell’Italia e dell’Europa, parlandoci di san Francesco e dell’Unione europea. A noi ragazzi di 1^B è stata affidata la celebrazione della festa dei lavoratori.

Il primo maggio, la festa dei lavoratori, è una festa che noi tutti celebriamo ogni anno e che dedichiamo ai lavoratori; ma quando è nata questa festa? E perché proprio questa data? Io e i miei compagni di 1B, che dovevamo far conoscere agli altri ragazzi delle medie l’origine di questa festa, abbiamo trovato alcune informazioni che abbiamo presentato durante il buongiorno a scuola.

Ecco quello che abbiamo trovato:

La Festa del Lavoro — anche chiamata dei lavoratori — ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce a infatti Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea viene lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito nella capitale francese (l’intento dell’organizzazione era quello di coordinare l’attività di tutti i partiti nazionali collegati con il movimento operaio). Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore.

«8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia.

A far ricadere la scelta su questa data furono poi i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro represso nel sangue: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

L’iniziativa divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il Primo maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi.

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891. Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto «Natale di Roma» (nel 1947, quando si riprese a festeggiarlo il Primo maggio, la celebrazione venne repressa nel sangue a Portella della Ginestra). Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani.

Al primo maggio abbiamo collegato la figura di San Giuseppe Lavoratore, che, falegname di Nazareth, provvide con il suo lavoro alle necessità di Maria e Gesù. Perciò, i lavoratori cristiani lo venerano come esempio e patrono. San Giuseppe, falegname ed artigiano, è protettore di tutti i lavoratori.

festa dei lavoratori

Alla lettura di queste informazioni abbiamo accompagnato una canzone: “Eroe” di Caparezza, e un piccolo gesto semplice, ma profondo e significativo.

Abbiamo scelto la canzone “Eroe” perché Luigi Delle Bicocche (il protagonista) si considerava un eroe che lavorava per la pensione e per guadagnarsi dei soldi per vivere.

Riflettendo sul significato della canzone, alcuni compagni hanno pensato di travestirsi da normali lavoratori e poi di mostrare il simbolo di Superman sul petto, per far capire che tutti i lavoratori sono eroi. Altri ragazzi hanno portato dei cartelli con le foto di alcuni lavoratori all’ interno della scuola e la scritta “EROI”.

superman

Francesca Denna 1B

 

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