Giugno 2019, Senza categoria

PROGETTO NUOVA VITA

GITA A RESCALDINA

Venerdì 31 maggio, la 1° B è andata a fare una gita a Rescaldina, aderendo al “Progetto nuova vita”, per imparare a smontare e a rimontare alcuni computer. Grazie a questo progetto, ragazzi come noi possono impedire che computer usati diventino spazzatura nei Paesi del Terzo Mondo e che vengano raccolti da ragazzini più o meno della nostra età, che rischiano di ammalarsi di tumore. Questa azienda è formata da un gruppo di volontari che recuperano dei computer vecchi, li sistemano, facendoli tornare come nuovi;  poi questi computer vengono portati alle persone che ne hanno bisogno, oppure a quelle che non se lo possono permettere.

La procedura è molto semplice;

  1. ci hanno fatto aprire un computer (tramite una levetta all’esterno)
  2. ce l’hanno fatto portare fuori per spolverarlo e ripulirlo
  3. ci hanno fatto togliere vari componenti per pulirli al meglio
  4. ce li hanno fatti rimettere all’interno
  5. infine l’abbiamo chiuso

Ci hanno anche spiegato che molti bambini della nostra età, che vivono in Africa, vengono usati per ripulire tutte le montagne di spazzatura che sono presenti nel loro Paese. In cambio ricevono o delle tazze di riso oppure un posto dove dormire la notte, visto che non hanno niente. Ci hanno fatto aggiustare i computer perché così si salvano molte vite di bambini che, se respirano alcuni gas, possono ammalarsi di tumore e morire. In pratica per un giorno ci hanno fatto fare i volontari e, infine, ci hanno fatto guardare un video, che spiegava l’importanza del riciclo e le conseguenze del non riciclo. Questa gita è stata molto bella!!

 

Maggio 2019, Senza categoria

GIORNATE CELEBRATIVE: RICORDARE E IMPARARE!

Quest’anno la nostra scuola ha lanciato una bella iniziativa: ricordare e celebrare alcune date importanti a livello nazionale, europeo e mondiale.

Ogni classe aveva una ricorrenza: i ragazzi delle terze ci hanno fatto riflettere durante la giornata dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne e sulle foibe. Le classi seconde sull’importanza dell’Italia e dell’Europa, parlandoci di san Francesco e dell’Unione europea. A noi ragazzi di 1^B è stata affidata la celebrazione della festa dei lavoratori.

Il primo maggio, la festa dei lavoratori, è una festa che noi tutti celebriamo ogni anno e che dedichiamo ai lavoratori; ma quando è nata questa festa? E perché proprio questa data? Io e i miei compagni di 1B, che dovevamo far conoscere agli altri ragazzi delle medie l’origine di questa festa, abbiamo trovato alcune informazioni che abbiamo presentato durante il buongiorno a scuola.

Ecco quello che abbiamo trovato:

La Festa del Lavoro — anche chiamata dei lavoratori — ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce a infatti Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea viene lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito nella capitale francese (l’intento dell’organizzazione era quello di coordinare l’attività di tutti i partiti nazionali collegati con il movimento operaio). Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore.

«8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia.

A far ricadere la scelta su questa data furono poi i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro represso nel sangue: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

L’iniziativa divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il Primo maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi.

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891. Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto «Natale di Roma» (nel 1947, quando si riprese a festeggiarlo il Primo maggio, la celebrazione venne repressa nel sangue a Portella della Ginestra). Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani.

Al primo maggio abbiamo collegato la figura di San Giuseppe Lavoratore, che, falegname di Nazareth, provvide con il suo lavoro alle necessità di Maria e Gesù. Perciò, i lavoratori cristiani lo venerano come esempio e patrono. San Giuseppe, falegname ed artigiano, è protettore di tutti i lavoratori.

festa dei lavoratori

Alla lettura di queste informazioni abbiamo accompagnato una canzone: “Eroe” di Caparezza, e un piccolo gesto semplice, ma profondo e significativo.

Abbiamo scelto la canzone “Eroe” perché Luigi Delle Bicocche (il protagonista) si considerava un eroe che lavorava per la pensione e per guadagnarsi dei soldi per vivere.

Riflettendo sul significato della canzone, alcuni compagni hanno pensato di travestirsi da normali lavoratori e poi di mostrare il simbolo di Superman sul petto, per far capire che tutti i lavoratori sono eroi. Altri ragazzi hanno portato dei cartelli con le foto di alcuni lavoratori all’ interno della scuola e la scritta “EROI”.

superman

Francesca Denna 1B

 

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UNIVERSI DIVERSI prendiamocene cura

Quest’anno è toccato a noi di 3^ A e 3^B: 50 ragazzi e ragazze che hanno lavorato con i loro docenti per realizzare il progetto UNIVERSI DIVERSI prendiamocene cura, una mostra multidisciplinari. 7 – 12 maggio il tempo dell’esposizione a Villa Pomini – Castellanza – con una performance di apertura con brani musicali quali Blue Moon e Juppiter e canti sul tema del coro Vocal Dreams della nostra scuola: un vero successo.

“Universi Diversi” intende parlare non solo di scienza, tecnologia, conquiste dello spazio, ma anche di “Universi Culturali” che coesistono nel nostro mondo e di universi di sentimenti e di senso quali le pagine della Genesi e la favola del Piccolo Principe ci raccontano.

La mostra vede esposti i risultati del nostro lavoro multidisciplinare che ha chiesto approfondimenti, impegno, creatività: ce l’abbiamo fatta grazie ai nostri professori davvero bravi nel guidarci e nel sostenerci.

Taglio dell’inaugurazione della mostra da parte del nostro sindaco Mirella Cerini.              Si entra e subito a sinistra campeggia l’albero della vita con foto di paesaggi incontaminati simbolo di bellezza e armonia, la rielaborazione della creazione dell’uomo di Michelangelo nella Cappella Sistina per far capire che l’uomo creato-voluto-amato da Dio siamo tutti noi, e, su un grande pannello “A immagine e somiglianza di Dio” tutte le nostre foto. Chiude il percorso uno specchio con un velo e l’invito a sollevarlo, perché ogni visitatore, vedendosi riflesso, possa cogliere la verità del messaggio “tu sei bellezza”.

Nell’area di destra due installazioni: cubi coloratissimi con i versi della canzone “Abbi cura di me” di Cristicchi, illustrati da foto. E’ stata la nostra scelta per rappresentare le molteplici sfaccettature del “prendersi cura” abbattendo ogni forma di razzismo e pregiudizio. Per il Piccolo principe due metafore: il baobab con i suoi semi cattivi da estirpare subito prima che soffochino l’intero pianeta, “la nostra vita”, e un grande roseto a indicare i “bravi giardinieri”, coloro che coltivano il “bene”. Nel roseto, più grande e più bella delle altre, “la tua rosa” quella diventata “speciale” perché le hai dedicato tempo, e sei così diventato “responsabile” di lei. A spartiacque delle due metafore la cassetta del “non si vede bene che col cuore”: ti avvicini attraverso il sentiero e guardi attraverso le due pupille disegnate: scopri il piccolo principe e l’aviatore del racconto.

Nel grande salone: La Terra, che tiene tra le sue mani il nostro pianeta, la Luna con un plastico dell’impronta del primo uomo sul suolo lunare e una interpretazione artistica del nostro satellite; poi Marte, più che mai “rosso” e le sonde che lo studiano: tre pannelli per l’”oggi” che ci ricorda come il nostro pianeta va custodito, i 50 anni del primo allunaggio “ieri”, e il 2033 “domani”, anno in cui la NASA progetta di far scendere l’uomo su Marte.

Sul fondo del grande salone, il sistema solare. Scienze e pensiero computazionale ci hanno visti impegnati in più lavori: creare con un codice Scratch le “carte d’identità” dei pianeti messe a disposizione su un PC per il pubblico; simulare il moto di rivoluzione dei pianeti programmando codici per otto piccoli robot, tanti quanti sono i pianeti del sistema solare, che, muovendosi su un grande cartellone a pavimento  rappresentante lo spazio, hanno simulato questo moto. E’ indubbio: è stata l’attrazione più gettonata dai visitatori insieme ai visori per un viaggio virtuale all’ interno del sistema solare.

La visita prosegue e incontra un grande e coloratissimo puzzle di 50 quadrati tutto costruito con materiale di rifiuto-riciclo: se il cittadino, e le intere nazioni, prendono consapevolezza dei danni dell’inquinamento dei rifiuti specie di plastica, può pensare a come riciclarli per fare della Terra un ambiente vivibile. Questo puzzle è stato realizzato dai ragazzi di 1^ A e 1^B per un concorso di Popotus, ma è talmente bello che non potevamo non portarlo alla mostra quale “Universo” a favore o contro la Natura.

E’ poi la volta dell’esposizione dei modellini di astronavi e sonde spaziali frutto del lavoro delle ore di tecnologia. Ma cosa si mangia nello spazio e quanto si pesa? Per ora siamo solo in grado di dire quanto uno pesa sulla Luna: basta salire sulla bilancia a disposizione in mostra e confrontare il proprio peso con la tabella esposta. Per il cibo degli astronauti volevamo autentiche buste-menù e abbiamo contattato Argotec, l’azienda torinese che ha prodotto i pasti per gli astronauti Luca Parmitano, Paolo Nespoli, Samantha Cristoforetti, ma ci siamo imbattuti nel “tutto esaurito”. Così il visitatore deve accontentarsi di leggere il menù e le sue caratteristiche senza poterlo assaggiare.

Fine della visita. Prima di uscire il visitatore non deve dimenticare di prendere dalla cassetta quello che sembra un rifiuto, un foglietto accartocciato: è invece il “segreto del piccolo principe”, il nostro augurio.

Gaia, Lisa, Paola

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Concorso di musica “Città di Tradate” per i Giovani, 14^Edizione – Maggio 2019

Arianna, Delia, Francesca, Martina, Valeria, Alessandro: queste le alunne e l’alunno della nostra scuola che hanno concorso.

“Bravi tutti” ha scritto nella mail di comunicazione il professor Torresan loro insegnante di pianoforte e loro professore di musica a scuola. E sono stati davvero bravi: oro per Alessandro, primo premio assoluto; oro per Arianna, Francesca, Valeria; bronzo per Delia e Martina che, prima di vincere la medaglia, hanno trovato il coraggio di partecipare: per loro davvero un grosso risultato.

Adesso aspettiamo di ascoltare i nostri vincitori la sera del saggio musicale, mercoledì 22 maggio.

La redazione

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Maggio 2019, Senza categoria

Trofeo MAIN

Sabato 4 maggio si sono svolte le Gare di atletica tra le scuole  secondarie di primo grado delle suore salesiane in Lombardia.

San Donato, Lecco, Castellanza, Melzo, Pavia, Milano: queste le scuole che si sono sfidate. Perché non si sono presentate le altre? Il tempo segnava pioggia, grande pioggia. E invece l’acqua, e tanta, è scesa, ma solo nella notte.

Avevamo un po’ paura, ma il tifo dei genitori presenti e soprattutto la carica con cui ci hanno supportato il prof. Colombo di educazione fisica e la prof.ssa suor Gisella di lettere, ci hanno dato coraggio.

La coppa come 2^ scuola migliore ce la siamo guadagnata con 14 medaglie di cui ben 6 d’oro. Abbiamo gareggiato nella staffetta a 4, nel lancio del peso, nel salto in lungo, nella corsa velocità e resistenza. Contiamo l’anno prossimo di gareggiare anche in altre specialità e magari portarci a casa la coppa dei migliori. I ragazzi della scuola di Lecco sono però numerosi e forti: dobbiamo allenarci di più se vogliamo batte

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Marzo 2019

La gita delle prime

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Il 27 marzo noi classi prime abbiamo fatto un’uscita didattica per andare a visitare la rocca di Soncino e per partecipare allo spettacolo “L’elisir d’amore” di Donizzetti.

La visita alla rocca di Soncino è stata molto interessante perché abbiamo imparato molte cose nuove sui castelli che fino a quel momento avevamo solo letto sul libro di storia. Inoltre questo ci ha permesso di vedere di persona un castello medievale e di capire meglio come si svolgeva la vita al suo interno. Durante la visita mentre la guida spiegava noi dovevamo compilare una scheda che le nostre professoresse ci avevano preparato. Penso che questo lavoro sia stato molto utile in quanto ci siamo concentrati   meglio sulle informazioni che ci ha dato la guida. Successivamente abbiamo visitato la tipografia di Soncino, dove ci hanno spiegato come è nata la stampa e come si faceva a stampare i libri.

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In seguito siamo andati a vedere lo spettacolo l’Elisir d’Amore al quale ci eravamo preparati per tutto il secondo quadrimestre con il professore di musica: imparando canti e costruendo degli oggetti che avremmo usato o indossato durante l’opera. La rappresentazione si è svolta nel teatro Grande di Brescia. Le nostre due classi erano situate sui palchetti da dove avevamo una visuale sia del palcoscenico che di tutta la platea. Gli attori non stavano solo sul palco ma interagivano anche con il pubblico. L’opera raccontava la complicata storia d’amore fra due giovani Adina e Nemorino. Quello che mi è piaciuto di più è che questo spettacolo permetteva anche al pubblico di partecipare rendendo l’opera più divertente e coinvolgente.

E’ stata un’esperienza bella e interessante!

Matilde Incagli 1^B

 

Marzo 2019, Senza categoria

Concorso di Avvenire – Popotus “Avanzi miei prodi”

– «Laudato si’, mi’ Signore» cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia.-

Papa Francesco

Durante le ore di tecnologia e italiano noi ragazzi delle classi 1^A e 1^B dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Castellanza abbiamo riflettuto sul tema dello spreco di risorse. Abbiamo osservato i materiali utilizzati a scuola, a mensa e nel doposcuola e ci siamo chiesti come poterli riciclare.

Come cittadini consapevoli abbiamo aderito alla regola delle 5R: Riduzione – Riutilizzo – Riciclo – Recupero – Raccolta.

Abbiamo dato nuova vita a bottiglie di plastica, bicchierini dello yogurt, scatole di carta, tastiere di computer, vecchi CD.

Grazie a questa attività abbiamo imparato a dividere i rifiuti in base al materiale e riconoscere gli appositi contenitori, sensibilizzando anche le nostre famiglie su questo tema. Ci siamo anche accorti di quanti imballaggi vengono utilizzati tutti i giorni e dell’enorme quantità di rifiuti che produciamo!

A scuola, attraverso video e schede, abbiamo scoperto i processi di riuso e recupero dei materiali. Ci siamo recati ad una piattaforma ecologica vicino a noi per scoprire come funziona.

Osservando il numero di rifiuti prodotti da noi a scuola abbiamo proposto di abolire l’uso di contenitori usa e getta e di favorire imballaggi lavabili e riutilizzabili (vetro per le bottigliette, scatolette in plastica per la merenda ecc…).

Dopo aver preso coscienza di come, con piccole attenzioni, si può salvare il nostro pianeta, abbiamo ideato un disegno che rappresenta la terra.

Utilizzando 49 pannelli (uno per ognuno di noi), di dimensioni 50×50, abbiamo ricreato il disegno della terra divisa in due. A sinistra arida, sfruttata dall’uso dei combustibili fossili e sommersa di rifiuti, a destra un paesaggio integro e vivibile frutto di scelte consapevoli a livello produttivo e ambientale. Il risultato finale è un grande puzzle di tre metri e mezzo, che abbiamo posizionato nel cortile della scuola. I nostri compagni, che frequentano il corso di fotografia a scuola, ci hanno fotografato sia mentre eravamo all’opera sia a lavoro terminato.

Il progetto è stato realizzato interamente con materiali di recupero reperiti da noi, a scuola e nelle nostre famiglie.

Il lavoro è stato creato per esser visto dall’alto come un “S.O.S” da lanciare al mondo perché prenda coscienza delle scelte per il futuro e non lasci in eredità alle nuove generazioni una terra invivibile.

Riproporremo il nostro pannello a maggio durante la mostra “Universi, prendersi cura di…” per sensibilizzare i cittadini di Castellanza alle tematiche ambientali.

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